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“Una rosa è una rosa è una rosa”, scriveva Gertrude Stein, poetessa statunitense. E se provate a sciogliere il suo verso in un elenco di qualità, per descrivere in dettaglio il carattere di questo fiore, a un tratto vi arrenderete: non si può. Più facile restarne incantati.
Ebbene, si dirà, e tutto questo cosa c'entra con la cucina e la gastronomia?
Per quanto possa sembrare bizzarro, invece, i petali delle rose sono entrati prepotentemente nell'arte culinaria, non solo come guarnitura, ma anche come vero e proprio ingrediente per dare un tocco particolare alla realizzazione di primi piatti, salse di accompagnamento e insalate, grazie alle tenui essenze presenti nel fiore.
Naturalmente, trattandosi di impieghi alimentari, per garantire la genuinità della preparazione è necessario scegliere petali di fiori coltivati in maniera biologica, senza cioè impiego di insetticidi o altre sostanze chimiche che potrebbero finire nel piatto.
Per la stessa ragione è ovviamente importante detergere bene i petali prima dell'impiego, ma senza danneggiarli o spappolarli: per questo scopo cosa c'è di meglio di un prodotto naturale e igienizzante come Bicarbonato Solvay?
Puoi immergere i petali per circa dieci minuti in una soluzione di acqua fredda e Bicarbonato Solvay (1 cucchiaio/25 gr. ogni litro d'acqua). Poi sciacquali e asciugali deponendoli con delicatezza su un panno.
Profumo di storia
Tornando a temi più poetici, le rose ci hanno conquistati da sempre in amore e letteratura, invadendo il nostro immaginario. I più piccoli si ricorderanno che una rosa è amica del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, i più grandi che Dante ne ha fatto immagine dell'assemblea dei beati; anche i versi delle canzoni sono sempre pieni di rose... "come fan presto ad appassir le rose, così per noi l'amore è perduto ormai...", cantava De Andrè.
Per i romani era il fiore del ricordo, per i musulmani simboleggia la contemplazione. C'è mai stato un altro messaggero di tanti sentimenti? L'importante, quando si regalano, è non sbagliarne il colore: una rosa bianca indica infatti purezza e amore spirituale, ma quella gialla gelosia e infedeltà; il vero amore va dichiarato con rose rosse, segno di passione e coraggio, mentre il rosa più delicato manifesta affetto e amicizia.
Già nell'antichità la sua coltivazione era diffusissima: gli Egizi importavano rose dall'Asia Minore, dove ancora oggi, in Iran, sono famose le rose di Isfahan.
Le rose attualmente coltivate hanno tutte origine dalle specie spontanee a fiore semplice come la rosa canina e la rosa gallica. A partire da queste due varietà, la fantasia dei botanici si è veramente sbizzarrita: con l'importazione dalla Cina della rosa tea, a inizio '800, le possibilità di incrocio sono diventate moltissime, portando in breve alla creazione di centinaia di ibridi di ogni genere e colore.
Se le qualità ornamentali del fiore sono note, va ricordato che sin dall'antichità la rosa si è distinta anche per i suoi impieghi officinali. L'acqua di rose per esempio viene impiegata nella cosmesi perché ha azione tonica, astringente e decongestionante della pelle.
Insalata ai petali di rosa
Riso nero alla rosa
Filetto di cervo con salsa alla rosa
Muffin alla rosa
SCHEDA ALIMENTARE
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