Sono molti i "nemici invisibili" presenti sulla superficie di frutta e verdura e che rischiano di
finire nel nostro piatto:
▪ residui di terra e di trattamenti nei campi e nell'acqua di irrigazione (antiparassitari, fungicidi, erbicidi);
▪ contaminazione da microrganismi durante la manipolazione del prodotto, dalla raccolta all'arrivo nel punto vendita;
▪ microbi presenti nei contenitori dove il prodotto viene conservato e nei mezzi di trasporto con cui giunge al punto vendita;
▪ residui di terra e di escrementi animali.
Secondo l'ultimo rapporto di Legambiente, sono quasi il 20% i campioni di verdura
analizzati che presentano residui di uno o più agenti chimici, anche se nei livelli consentiti
dalla legge italiana. Più seria la situazione della frutta: in questo caso la percentuale "a
rischio" supera il 50%, con ben il 2% decisamente "illegale".
Questo dato allarmante deriva dalla presenza, sui banchi dei punti vendita, di molta frutta
di importazione: in alcuni paesi infatti i controlli sono meno rigorosi e gli alimenti sono
sottoposti a trattamenti chimici più aggressivi per garantirne la freschezza per il periodo di
tempo necessario a raggiungere il nostro paese.
Acquistare prodotti italiani e stagionali, quindi - come ha sottolineato anche una recente
campagna promossa da Intesaconsumatori e Coldiretti - è sicuramente una buona norma
di sicurezza, unita ovviamente alla buona abitudine di
lavare sempre in modo accurato gli
alimenti freschi.
Anche le raccomandazioni emesse dal
Ministero della Salute sottolineano l'importanza di
un corretto lavaggio degli alimenti freschi con acqua e
bicarbonato come regola di
prevenzione per molte malattie trasmesse dagli alimenti.
Con un corretto lavaggio si eliminano fino al 99% di residui chimici e di terra: a tutto
vantaggio della nostra salute.