Tagliere: gli errori da evitare

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Impossibile cucinare senza un tagliere. Si tratta - letteralmente - della base indispensabile per affettare, tritare, sminuzzare e lavorare le materie prime e gli ingredienti di tutti i tuoi piatti.

Ne esistono di tantissime forme e materiali, e tu avrai sicuramente le tue preferenze a riguardo, ma l’importante è che rispetti 2 caratteristiche fondamentali: la dimensione e la facilità di pulizia.

 

Ovviamente la grandezza ideale del tagliere dipenderà dallo spazio disponibile sul piano cucina, ma l’importante è che abbia una superficie sufficiente per lavorare in comodità e sicurezza: diciamo che sotto i 40 cm di lunghezza e i 30 di larghezza potresti incontrare qualche difficoltà.

Poi l’igiene: il tagliere viene a contatto con i cibi, perciò devi poter sempre contare su una sua impeccabile pulizia.

 

Come pulirlo

Questo aspetto è fondamentale, ma non banale: alcuni materiali, legno in primis, non andrebbero lavati troppo spesso in lavastoviglie pena un rapido deterioramento, così è necessario procedere in un altro modo. Ecco come fare: sciacqua il tagliere appena utilizzato, poi cospargilo di Bicarbonato Solvay® e sfrega bene tutta la superficie in ogni direzione con una spugnetta e qualche goccia di detersivo per i piatti, così da rimuovere eventuali residui di cibo anche dalle microscopiche fessure.

Al termine risciacqualo bene con acqua bollente e fallo asciugare all’aria prima di riporlo, per evitare muffe e odori sgradevoli. A questo riguardo, Bicarbonato Solvay® è il prodotto perfetto, perché possiede anche la preziosa caratteristica di ostacolare la formazione dei cattivi odori.

Come accennato, i materiali utilizzati per fabbricare i taglieri sono tantissimi: oltre al classico legno, se ne trovano in plastica, resina, silicone e persino vetro, ognuno con i suoi pregi e i suoi svantaggi.

 

Intramontabile legno

Restando sul legno, che possiede comunque un’estetica decisamente superiore a qualsiasi materiale sintetico, puoi scegliere tra diverse varietà, tutte ugualmente dotate di un fascino intramontabile, che le rende adatte a ogni genere di cucina: betulla, rovere, acacia, olivo, e recentemente anche bambù, un legno molto duro, resistente ed ecosostenibile.

La porosità del legno rende però ancora più importante osservare le regole viste sopra e inoltre, per evitare l’assorbimento dei liquidi, dovresti trattarlo periodicamente con un apposito olio minerale.

Un dettaglio da non sottovalutare, che dovrebbe essere presente in un buon tagliere in legno, è la presenza di una scanalatura laterale per permettere ai liquidi di scolare via, mantenendo la superficie più pulita durante il lavoro.

 

Per saperne di più leggi anche: Le regole per l’igiene in cucina

A ognuno il suo

Alcuni alimenti crudi, in particolare il pollo, contengono molti batteri che potrebbero annidarsi nel tagliere e contaminare successivamente altri cibi.

Per questa ragione sarebbe consigliabile utilizzare per le carni crude un tagliere a parte, di materiale resistente e lavabile in lavastoviglie, lasciando quello di legno per le verdure e tutti i cibi cotti.

 

Il consiglio in più: la regola principale per evitare il trasferimento di batteri da un alimento all’altro resta comunque quella di lavarsi sempre bene le mani con acqua e sapone tra una preparazione e l’altra, o comunque dopo aver toccato alimenti “a rischio”.