Piano cottura: classico o moderno?

Click to enlarge

Cucinare bene non è solo questione di creatività e inventiva: anche i mezzi a disposizione hanno il loro peso.

A partire dalla base, letteralmente, cioè dai fornelli. Dai classici piani cottura a gas, a quelli “supertecnologici” a induzione, puoi scegliere quello più adatto alle tue esigenze, ma ricordando sempre che una delle chiavi del successo in cucina è la pulizia degli “strumenti di lavoro”. Da questo punto di vista con Bicarbonato Solvay® vai sul sicuro: un prodotto a uso alimentare in grado di pulire e sgrassare ogni superficie, anche la più delicata, senza il rischio di graffiarla. Un bel vantaggio, vero?

Anche per i residui di cibo e i segni di bruciato, basta cospargere Bicarbonato Solvay direttamente su una spugnetta umida, sfregare bene e risciacquare.

Per eliminare le tracce di unto più ostinate puoi utilizzare Soda Solvay: non fa schiuma e non contiene tensioattivi, ma è incredibilmente efficace nello sgrassare le superfici lavabili. Una spugna imbevuta di acqua calda e Soda Solvay è sufficiente per eliminare rapidamente ogni residuo di sporco: in più, è una scelta economica ed ecologica. 


Ecco di seguito una sintetica guida alla scelta del piano cottura.

  • A gas

I più diffusi in assoluto, sono economici ed affidabili, ma presentano elevata dispersione energetica, perché il calore generato non riscalda solo le pentole, ma si diffonde anche nell’aria. Per contro, un grande vantaggio consiste nella regolazione immediata della fiamma. La superficie è nella maggior parte dei casi di acciaio inox, ma ne esistono anche modelli smaltati o in vetroceramica.

Un trucco per evitare graffi nella pulizia di quelli in acciaio, oltre a usare sempre Bicarbonato Solvay®, consiste nello sfregare la superficie longitudinalmente alla “vena” del metallo, e mai trasversalmente.


  • Elettrico tradizionale

Ormai poco impiegati nelle cucine moderne, hanno di solito 3 o 4 piastre regolabili di diversa potenza; il vantaggio di non necessitare di un collegamento alla rete del gas e di costare poco, è bilanciato da molti lati negativi, tra i quali la difficoltà di regolare l’intensità della cottura, il costo dell’energia elettrica e il rischio di scottature. 


  • Elettrico in vetroceramica

Anche qui il calore è generato dall’elettricità, ma invece dei classici “piatti”, sono presenti delle resistenze circolari che riscaldano una superficie di vetroceramica su cui vanno appoggiate direttamente le pentole. La dispersione è ugualmente elevata, ma il vetroceramica ha il vantaggio di essere un materiale molto robusto e facile da pulire, soprattutto grazie all’aiuto di Bicarbonato Solvay®.


  • A induzione

Un sistema di cottura piuttosto recente e decisamente innovativo, non avendo bisogno di fiamme o resistenze per cuocere: il calore viene infatti generato direttamente nella pentola attraverso una campo magnetico. La dispersione è per questo minima e i tempi di riscaldamento brevissimi. La superficie del piano cottura, solitamente in vetroceramica, resta fredda durante la preparazione dei cibi, rendendo così più difficile scottarsi e più semplice la pulizia. Il costo di questo sistema è ancora piuttosto elevato rispetto agli altri e necessita la valutazione dei propri consumi energetici, oltre all’acquisto di pentole e tegami di materiali adatti.